La storia dell’attuale chiesa di San Giovanni Battista è strettamente collegata al terremoto del 28 dicembre 1908.
All’indomani del terribile flagello, l’allora Papa, oggi Santo, Pio X, donò alla comunità scillese due chiese baracca: una fu collocata alla fine di via Umberto I (già via San Marcellino) e dedicata alla Madonna del Carmine e l’altra in località Giardini Inferiore e dedicata alla Madonna del Buon Consiglio.
Era il gennaio del 1909 e il Comitato di Susa occupò la parte inferiore del rione Giardini, zona conosciuta anche come giardino-agrumeto Patamia, facendo, di fatto, cambiare nome al luogo divenuto, quindi, Borgata Susa.
Qui vennero costruite, dal Comitato piemontese, 41 baracche composte di 83 vani per abitazione e, per volere del Papa, appunto, la chiesa baracca con annessa canonica per l’Arciprete.
Quest’ultima, poco tempo dopo, venne smontata e annessa alla chiesa Matrice.
Le baracche erano composte da strutture prefabbricate di produzione inglese.
Interamente in legno ricoperto di lamiere, la chiesa presentava due cupolette per l’areazione e il campanile, tutti sul tetto. In essa vennero traslati gli arredi appartenuti al convento dei Padri Cappuccini che era intitolato alla Visitazione di Maria.
Fatto edificare dalla Principessa Giovanna Ruffo nel 1641, danneggiato gravemente dal terremoto del 1908, non venne più ricostruito. Si trovava nel luogo che oggi ospita la villa Comunale.
Le opere trasferite furono: un dipinto raffigurante San Giovanni Battista, realizzato dal pittore scillese Domenico Gullì nel 1882, su offerta di alcuni privati; la statua di San Giovanni Battista, scolpita nel 1900 dall’artista di Delianuova Raffaelangelo Musitano che lavorò coadiuvato dai figli; la statua raffigurante Sant’Antonio da Padova risalente, verosimilmente, al XVII secolo; il meraviglioso trittico d’altare composto da un Crocifisso ligneo con ai lati due tele raffiguranti i dolenti, Maria Ss. Addolorata, San Giovanni Evangelista e Maria Maddalena, opera monastica risalente al XVII secolo; la mensa dell’antico altare maggiore con Tabernacolo in legno decorato a finto marmo; arredi liturgici vari come il bellissimo Tronetto ligneo per l’esposizione del Santissimo Sacramento, una serie di candelieri in legno dorato di diverse dimensioni, vasi sacri, paramenti liturgici e tovaglie d’altare.
Traslare le opere significò spostare nella nuova chiesa anche le devozioni prestate presso la chiesa del convento e poiché in essa era particolarmente sentita la devozione verso il Santo Precursore, la chiesa baracca venne ribattezzata dal popolo chiesa di San Giovanni Battista. Anche la chiesa di San Giovanni subì modifiche interne ed esterne.
Le prime si resero necessarie per poter adeguare la struttura alle nuove norme imposte dal Concilio Vaticano II; le seconde per sostituire l’originaria facciata lignea, ormai deteriorata, con una realizzata in muratura. A essere modificato fu il presbiterio.
L’attuale pala dell’altare maggiore, collocata al centro della parete absidale, era sistemata nella parete sinistra. L’altare maggiore era costituito dall’attuale Mensa Eucaristica sormontata da un Tabernacolo, anch’esso ligneo, di stile neoclassico.
La struttura della facciata era comune a quella di tutte le chiesette donate nel 1908 da Pio X, ossia lignea e interamente ricoperta di lamiere in ferro.
E’ facilmente intuibile quale doveva essere il suo stato di degrado a circa settant’anni dalla sua realizzazione.
Fu proprio a metà degli anni ’70 che un gruppo di donne del posto si riuniva in comitato per raccogliere fondi per la realizzazione di una facciata in cemento.
Grazie alle offerte dei fedeli il progetto fu eseguito e, oltre alla facciata, venne realizzato un nuovo portone d’ingresso e furono rivestiti in marmo gli scalini di accesso alla chiesa.
Nei primi anni 2000 venne sostituita la vecchia porta laterale con una nuova, venne realizzato un passamano in ferro battuto e gli scalini, prima in cemento, furono rivestiti di marmo.
La chiesa versava, però, in condizioni precarie e si decise, pertanto, di chiuderla al culto. Era il 2012 quando iniziò una raccolta fondi per il suo restauro.
Tra enormi difficoltà, su spinta dell’allora Arciprete, Francesco Cuzzocrea, e grazie al solo contributo della popolazione scillese la chiesa, ancora più bella e ricca di arredi, venne riaperta al culto il 29 agosto del 2023, Martirio di San Giovanni Battista, da Sua Eccellenza Mons. Fortunato Morrone.
Due scalini in marmo conducono al portone d’ingresso in legno. Il tetto è a spiovente ed è sormontato da una Croce raggiata in ferro.
Sul lato sinistro una piccola scalinata, con ringhiera lavorata, conduce all’unico accesso laterale della chiesa. L’interno è a navata unica. Ai lati del portone di ingresso sono collocate altrettante vetrine in legno intagliato.
Custodiscono, quella di destra, la statua di San Giovanni Battista e, quella di sinistra, la statua di Sant’Antonio da Padova. Alle pareti, i pannelli in bassorilievo raffiguranti le stazioni della Via Crucis.
L’illuminazione interna è garantita da dodici eleganti bracci reggi candela in legno dorato, sei per lato. A destra, nella parte posteriore, c’è l’antico confessionale ligneo.
Nella parete sinistra vi sono cinque aperture, l’entrata laterale e quattro finestre. Nella parete destra, tre finestre e l’accesso alla piccola piattaforma fungente da campanile.
Il tetto così come il pavimento e le pareti sono interamente in legno.
La zona absidale è rialzata di due scalini.
Sulla parete frontale sinistra vi è l’entrata della sagrestia. Questa è sormontata da un’antica stampa con cornice lignea ovale raffigurante San Giovanni bambino.
Accanto a questo l’antica campanella in bronzo e subito, nella parete laterale, una stampa con cornice raffigurante San Gaetano Thiene.
La parte laterale destra termina con la stampa provvista di cornice dorata raffigurante la Madonna del Buon Consiglio che venne donata dal Papa insieme alla struttura. Accanto, l’ingresso alla Cappella del Santissimo Sacramento.
Qui, poggiante su una mensola retta da due colonne scanalate in legno, vi è l’antico Tabernacolo ligneo in stile neoclassico e decorato a finto marmo.
Un arco segna l’inizio del presbiterio. Sulla parete frontale sinistra è collocato il dipinto del Gullì raffigurante San Giovanni Battista mentre al centro è collocata la grande Mensa eucaristica in legno finemente intagliato.
Sullo sfondo, affiancata da due finestre rettangolari, vi è l’opera più importante: il trittico d’altare.
Al centro è collocato un Crocifisso ligneo a tutto tondo. Ai lati, due dipinti raffiguranti
San Giovanni Evangelista e Maria Maddalena a sinistra, Maria Ss. Addolorata a destra.
Il tutto racchiuso all’interno di un baldacchino composto da due paraste ai lati che sorreggono la parte alta decorata da una cornice traforata.
Dottor Rocco Panuccio


