Ambiente probabilmente già esistente e risalente all’antico monastero basiliano di San Pancrazio, le antiche cucine devono il loro aspetto attuale ai lavori eseguiti dal Conte Paolo Ruffo nel 1543.
Si tratta di un ambiente di forma rettangolare, situato al di sotto dell’attuale piano di calpestio, con due aperture verso l’esterno, la prima delle quali molto più ampia della seconda.
Sul pavimento vi sono delle aperture che consentivano di attingere l’acqua che si trovava nell’antica cisterna sottostante, dove l’acqua piovana veniva fatta convogliare grazie ad un sistema di canalizzazione.
In passato queste cucine costituivano il piano interrato del Palazzo del Principe di Scilla, residenza dei Ruffo.
Lasciato il feudo la famiglia Ruffo, gli ambienti soprastanti, appartenenti all’antico palazzo, vennero adibiti ad alloggio per i soldati durante l’occupazione francese (1806-1814).
Il terremoto del 1908 danneggiò tali costruzioni, che vennero poi completamente demolite a seguito della realizzazione del faro, perché ostruivano il fascio di luce da esso emanato.
La stanza venne riportata alla luce e restaurata durante la campagna di scavi effettuata a metà degli anni ’80 del secolo scorso.
Dott. Rocco Panuccio

