Nel XVIII secolo la famiglia Ruffo di Calabria, al pari delle principali casate aristocratiche del tempo, possedeva una prestigiosa collezione di dipinti, una delle più importanti dell’Italia meridionale, composta da opere di grandi maestri italiani e fiamminghi e da numerosi lavori dei più autorevoli esponenti della Scuola Napoletana.
Le fonti storiche coeve dedicano scarsa attenzione a questa raccolta, probabilmente perché rimase per lungo tempo custodita nel Castello di Scilla.
Tale circostanza è legata alle vicende ereditarie della famiglia Ruffo: il principe Francesco Maria Ruffo, rimasto celibe, nel 1683 donò al fratello Tiberio, in occasione delle nozze con Agata Branciforte, il marchesato di Liconia e il principato di Palazzolo.
Alla morte di Francesco Maria, nel 1704, gli succedette nel titolo di Principe di Scilla il nipote Guglielmo Ruffo, figlio di Tiberio, già duca di Guardia Lombarda per matrimonio con Donna Silvia della Marra.
Guglielmo ereditò dallo zio il titolo e il feudo di Scilla, oltre al vasto patrimonio feudale in Calabria, mentre dal padre ricevette la ricca collezione di dipinti, oggetti preziosi e archibugi, scegliendo il Castello di Scilla come propria residenza stabile e sede della quadreria.
Consapevole dell’eccezionale valore della collezione, Don Guglielmo Ruffo ne dispose la tutela attraverso l’istituzione di un maggiorasco, affinché essa fosse tramandata integra ai propri discendenti.
Il vincolo prevedeva non soltanto il divieto assoluto di alienare le opere, ma anche l’obbligo di conservarle nel Castello di Scilla, nella convinzione che la quadreria costituisse uno degli elementi di maggiore prestigio dell’antica dimora principesca.
Secondo l’inventario redatto alla morte del principe, la raccolta comprendeva complessivamente 295 dipinti, così ripartiti: 132 opere di soggetto sacro, tra le quali figuravano dipinti di Raffaello, Rubens, Tintoretto, Veronese, Tiziano, Mattia Preti, Jusepe de Ribera detto lo Spagnoletto, Andrea Vaccaro, Carlo Dolci e Luca Giordano; 15 dipinti di autore ignoto; 21 ritratti; 7 scene di battaglia; 53 raffigurazioni di uccelli e pesci; 67 nature morte con frutta e fiori.
L’origine della collezione può essere ricondotta con buona probabilità al principe Don Tiberio Ruffo, noto per il suo interesse nei confronti delle arti figurative e, in particolare, della pittura.
Ne è testimonianza l’ospitalità concessa, preso il Castello di Scilla, a un pittore fiammingo, oggi non identificabile, che eseguì il ritratto del principe insieme a quello della moglie Donna Agata Branciforte.
Al nucleo originario della raccolta familiare Don Tiberio Ruffo aggiunse numerose acquisizioni, comprendenti sia opere di maestri del passato sia dipinti commissionati ai più affermati artisti del suo tempo. Grazie a questi acquisti la quadreria raggiunse rapidamente dimensioni considerevoli.
L’opera di ampliamento fu proseguita dal figlio Guglielmo Ruffo, Principe di Scilla, che condivise la passione paterna per il collezionismo artistico.
Alla sua attività di mecenate si deve anche la ricostruzione e la ricca decorazione di numerose chiese e conventi presenti nel feudo di Scilla.
A lui si deve una pregevole scultura (un busto marmoreo) raffigurante San Pietro con alla base lo stemma dei Ruffo di Scilla, attribuito da Paola Della Pergola a Francesco Mochi (Montevarchi, 29 luglio 1580 – Roma, 6 febbraio 1654), che fu collocato nel 1873 nella chiesa Matrice di Scilla dov’è ancora oggi custodito.
Le rigorose disposizioni del maggiorasco e la tradizione familiare non furono tuttavia sufficienti a impedire la progressiva dispersione della quadreria.Le fonti lo descrivono come un munifico mecenate, generoso nei confronti degli artisti.
Nel corso del tempo numerosi dipinti furono alienati, altri andarono perduti e diversi subirono gravi danni a causa delle condizioni ambientali del Castello di Scilla, direttamente esposto all’umidità marina.
Le opere trasferite a Napoli dopo la morte del pronipote di Guglielmo Ruffo, avvenuta nell’aprile del 1848, furono infine poste in vendita all’asta pubblica sulla base della perizia redatta dal Cavaliere Camillo Guerra dell’Istituto di Belle Arti.
Il confronto tra l’inventario della quadreria e degli altri oggetti preziosi redatto personalmente dal Principe Guglielmo Ruffo e presente nel suo testamento del 1747 e quello redatto da Camillo Guerra il 7 febbraio 1853 documenta con evidenza l’entità della dispersione subita dalla raccolta tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento.
Numerose opere presenti nel primo elenco risultano infatti assenti nel secondo, rendendo oggi impossibile ricostruirne con certezza la successiva destinazione.
Tale constatazione rappresenta uno degli aspetti più significativi e al tempo stesso più dolorosi della vicenda collezionistica dei Ruffo di Scilla.
Non sarà privo d’interesse avere sott’occhio i due inventarli, quello redatto alla morte di Don Guglielmo Ruffo, Principe di Scilla, cui va aggiunto l’elenco di una ricca collezione di archibugi appartenuta al medesimo Principe, e l’altro del Cav. Camillo Guerra del 7 febbraio 1853, che noi per far cosa grata agli studiosi di patrie memorie qui pubblichiamo.
Dal testamento di Don Guglielmo Ruffo Principe di Scilla, fatto nel Castello della città di Scilla il 27 marzo, X indiz., 1747, esistente nel Processo del Grande Archivio di Napoli.
Quindeci quadri originali di Francesco di Muro con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 4 e 3, delli quali uno rappresenta S. Michele Arcangelo, l’altro l’Angelo Custode, l’altro S. Gennaro, l’altro S. Nicola di Bari, l’altro S. Gregorio Taumaturgo, l’altro S. Pietro Apostolo, l’altro S. Pietro d’Alcantara, l’altro S. Francesco di Paola, l’altro S. Filippo Neri, l’altro San Biaggio, l’altro S. Venanzio, l’altro S. Paolo, l’altro S. Pasquale, l’altro S. Diego e l’altro S. Antonio di Padova.
Quattro macchie del medesimo autore Francesco di Muro con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 3 e 2, che rappresentano una il SS. Crocifisso, l’altra S. Martino che si taglia la vesta, l’altra S. Paride che ammazza un serpente e l’altra il viaggio della SS. Vergine in Egitto.
Un quadro del medesimo autore con la cornice di misura di palmi 7 ½ e 5, che rappresenta Gesù deposto dalla Croce.
Due altri quadri del medesimo autore con la cornice di mistura di palmi 3 e 2 ½ , uno rappresentante Ecce Homo e l’altro la Madonna Addolorata.
Due quadri originali di Andrea Vaccaro, uno, con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 2 e ½ , che rappresenta la Vergine Santissima e l’altro, con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 6 e 5, che rappresenta la Sammaritana.
Altro quadro con la cornice indorata di palmi 4 e 3 sopra tela e la tela sopra tavola che rappresenta un Crocifisso ed in piedi della Croce vi è un teschio di morte fatto da Paolo de Mattei ed ancora le mani e piedi del Crocifisso.
Una macchia originale di Baciccia con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 3 e 1 ¾ , che rappresenta il Redentore, la Madonna e S. Nicola.
Una macchia originale del Cav. G. Battista Benaschi da Torino con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 3 e ½ , che rappresenta S. Nicola della Dogana di Napoli.
Due altri quadri originali del medesimo autore Beinaschi con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 4 e 3, uno rappresentante S. Giovanni e l’altro S. Paolo primo eremita.
Due quadri originali del Cav. Massimo Stanzioni colla cornice indorata di palmi 5 e 4, uno rappresentante la Maddalena e l’altro Erodiade, con la testa di S. Giovan Battista.
Un quadro, creduto originale di detto Cav. Massimo, con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 7 e 5, che rappresenta la Cena.
Un quadro originale del Tintoretto con la cornice indorata et intagliata di palmi 8 e 5 ¼ , che rappresenta Gesù avanti Pilato.
Nove quadri originali del Cav. Mattia Preti detto il Calabrese; due compagni con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 6 e 4, uno rappresentante la presa del Redentore nell’orto e l’altro castigatio mea in matutinis col Redentore coronato di spine con la canna in mano, un altro con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 4 e 3 che rappresenta S. Girolamo, un altro con la cornice nera a stragalli d’oro di palmi 8 ½ e 7, che rappresenta la Cena del Fariseo con la Maddalena, due altri con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 3 ½ e 2 ¾ , uno rappresentante la Madonna col Bambino e l’altro S. Anna con la Madonna in braccio, un altro con la cornice indorata all’antica di palmi 5 e 4, che rappresenta S. Tommaso d’Aquino: e due altri quadri, dell’ultima maniera di esso Cav. Mattia Preti, colla cornice di mistura di palmi 3 e 2 ½ , uno rappresentante S. Giovan Battista e l’altro l’Ecce Homo.
Un quadro originale, detto Artimisia Lomi Gentileschi, antico della Casa, che rappresenta S. Sebastiano, con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 4 e 3.
Due quadri originali di Tiziano, uno rappresentante il ritratto di Ferdinando e l’altro quello di Massimiliano, arciduchi d’Austria, con la cornice nera e tre ordini d’oro di palmi 2 ½ e 2.
Un quadro originale di Paolo Caglieri, detto il Veronese, che rappresenta Giove che fulmina li Giganti e propriamente la macchia della pittura di detto autore, fatta nella Sala del Consiglio di Venezia, con la cornice indorata di palmi 5 ½ e 3 ½ .
Due quadri originali di Francesco Solimena, uno rappresentante S. Francesco di Sales con la stola ed una glorietta di cinque serafini e l’altro S. Francesco d’Assisi con un crocifisso in mano, con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 4 e 3.
Due quadri originali di Bernardo Cavallino, uno rappresentante S. Lorenzo e l’altro S. Stefano con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 2 ½ e 2.
Un quadro originale di Paolo Rubens, che rappresenta uno scherzo con quattro figure, con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 3 e 2 ½ .
Un quadro originale di Fabrizio o Francesco Santafede, che rappresenta la Madonna, il Bambino, S. Giovanni, S. Giuseppe e S. Elisabetta, con la cornice indorata di palmi 5 ½ e 4.
Un quadro, creduto di Bernardino Siciliano, che rappresenta S. Pietro con l’ancilla e due altre figure, con la cornice indorata di palmi 5 ¼ e 4, compagno del sudetto quadro di S. Fede.
Un quadro sopra tavola, creduto originale di Raffaele d’Urbino, che rappresenta la Madonna col Bambino e S. Giuseppe, con la cornice nera a due ordini d’oro di palmi 4 ½ e 3 ½ .
Un quadro originale di Carlo Maratti, che rappresenta la SS. Vergine col Bambino in braccio, con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 2 ¾ e 2 1/3.
Un altro quadro, creduto di detto autore ma della sua prima maniera, che rappresenta S. Maria Maddalena con un teschio di morto in mano, colla cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 2 ¾ e 2 1/3. Due quadri originali del Cav. Sebastiano Conca, uno rappresentante S. Giuseppe ed il Bambino e l’altro S. Maria Maddalena, colla cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 4 e 3.
Due quadri originali di Giuseppe Rivera, detto lo Spagnoletto, uno rappresentante S. Francesco d’Assisi, con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 3 e 2 e l’altro di S. Maria Egiziaca, con la cornice a due ordini d’oro di palmi 4 e 3.
Un quadro senza cornice di Giovanni Burgos, che rappresenta la Madonna, il Bambino, S. Giuseppe ed un Angelo, di palmi 4 e 2 ¾; quale quadro l’ebbe esso signor Principe nella città di Catanea da quelli PP. Cappuccini, alli quali diede un quadro di Andrea Malinconico, che presentemente sta nell’altare maggiore della di loro chiesa.
Due quadri originali di Carlo Dolci, uno rappresentante la Vergine Addolorata di palmi 2 e 1 ¾ e l’altro la medesima Vergine Addolorata di palmi e 1 ¾ e 1 ¼ , tutti e due con la cornice nera a tre ordini d’oro.
Due macchie originali di Luca Giordano, con la cornice indorata di palmi 2 ¼ e 2 e quattro altri quadri originali del medesimo autore con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 5 e 4, uno rappresentante Eraclito e l’altro Democrito, l’altro S. Antonio di Padova con due diavoli e l’altro di S. Antonio Abbate e S. Paolo primo eremita.
Un quadro originale di Giuseppe Cesari d’Arpino, che rappresenta la Madonna col Bambino, sette angeli e due profeti, con la cornice nera a due ordini d’oro di palmi 3 ¼ e 2 ¼ , quale è
antico della Casa.
Un quadro originale di Matteo Stomer, che rappresenta Gesù con la Croce in collo, con la cornice indorata all’antica di palmi 7 ¾ e 5 ¾ .
Due quadri originali di Pacicco di Rosa, che rappresentano due ghirlande di fiori, in uno dei quali vi è in mezzo il Bambino Gesù, colla cornice indorata e intagliata all’antica di palmi 4 ¾ e 4.
Un quadro originale di Nicola Malinconico, che rappresenta S. Antonio di Padua, colla cornice di mistura di palmi 8 e 4.
Un quadro originale di D. Littiero Palladino di Messina, che rappresenta S. Bruno ed il Conte Ruggiero, con la cornice di mistura di palmi 6 e 5.
Cinquanta accademie fatte in Roma da detto Palladino, nella Scola di Carlo Maratti, colla cornice di mistura intagliata a tre ordini di palmi 2 ½ e 2.
Li seguenti quadri di figure originali d’incerti autori.
Un quadro sopra cristallo, che rappresenta l’Ecce Homo, colla cornice indorata di palmi 2 ¼ e 1 2/3.
Un quadro antico della Casa, creduto della Scola di Raffaello, che rappresenta la Madonna, il Bambino e S. Giovanni, con la cornice nera a tre ordini di palmi 1 ¼ e 3.
Un quadro, creduto della Scola di Tiziano, con la Madonna ed il Bambino, colla cornice nera a tre ordini di palmi 2 e 2.
Un quadro, che rappresenta la Madonna, il Bambino e S. Giovanni, colla cornice indorata di palmi 4 e 3, e la Madonna è vestita di rosso col manto turchino.
Un quadro antico della Casa, della Scola di Raffaello, che rappresenta le Anime del Purgatorio, colla cornice indorata di palmi 6 e 4.
Un quadro antico della Casa, che rappresenta la Madonna, il Bambino, S. Giuseppe e S. Giovanni, colla cornice indorata di palmi 4 1/3 e 3 1/2.
Un quadro, creduto della Scola di Guido Reni, che rappresenta S. Francesco d’Assisi che fa orazione, con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 4 e 3.
Un quadro antico della Casa, che rappresenta S. Anna e la Madonna, di palmi 8 e 6 senza cornice. Un quadro antico della Casa, creduto copia che rappresenta una Santa che raccoglie il Sangue delli Martiri, con la cornice indorata di palmi 6 e 4.
Un quadro antico della Casa, che rappresenta la SS. Annunciata, copia di quello di Firenze, con la cornice indorata di palmi 7 e 6.
Un quadro, che rappresenta Sette Angioli, con la cornice indorata di palmi 9 e 4.
Due quadri originali, uno sopra tavola, che rappresenta il Volto Santo coronato di spine, che mostra le mani con le piaghe, con la cornice indorata di palmi 1 ½ e 1 ¼ , l’altro sopra rame, che rappresenta la Madonna Addolorata, con la cornice di ebano nero di palmi 1 incirca in quadro.
Quali due quadri con certo argento di esso signor Principe sono in Napoli, in potere della signora Donna Livia della Marra, Duchessa della Guardia e Principessa di Scilla, inventariati nel Processo della causa tra esso signor Principe e detta Signora.
Un quadro sopra tavola, originale della Scola di Alberto Durer, che rappresenta la Natività del Redentore S. Giuseppe, la Madonna e tre Serafini, con la cornice indorata di palmi 2 ½ e 2.
Un altro quadro, originale della medesima Scola di Alberto Durer, sopra tavola in forma di stipo che si chiude con due portelle, chiuso dalla parte di fuori, rappresenta la Madonna SS. dell’Annunciata, aperto, rappresenta un tempio nel mezzo la Beatissima Vergine col Bambino in braccio e sei Angeletti, nella parte destra, Santa Caterina Vergine e Martire e nella sinistra, S. Rosa di Viterbo, chiuso di palmi 1 ¾ e 1 ¼, ed aperto di palmi 2 ½ e 1 ¾ .
Seguono quadri di ritratti.
Un ritratto del signor Principe D. Tiberio, padre di esso signor Principe, con la cornice di tartaruga di 2/3 di palmo, vestito alla Spagnola, colli suoi proprii capelli e colle buffette, delineato e fatto sopra rame da un autore fiammingo, che stava in casa di detto Signore.
Un ritratto della signora Donna Agata Branciforte Principessa, madre di esso signor Principe, colla cornice di Tartaruga di % e mezzo di palmo, vestita alla Spagnola, delineato e fatto sopra rame dal medesimo sudetto autore fiammingo.
Un ritratto del signor Principe D. Francesco Maria Ruffo, originale, vestito di armi bianche con parucca grigia e colle buffette, colla cornice di mistura di palmi 5 e 4.
Un ritratto di esso signor Principe D. Guglielmo, vestito da Gran Camerario del Regno, originale di Francesco di Muro, con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 9 e 6.
Un ritratto della signora Donna Anna Maria Ruffo, Duchessa di Bagnara, sorella di esso signor Principe, vestita da educanda, originale, con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 2 ¾ e 2 ¼ .
Un ritratto della signora D.“ Errica Ruffo, Principessa del Colle, sorella di esso signor Principe, con la cornice di mistura di palmi 4 e 3.
Un ritratto della signora Giovanna Ruffo, sorella di esso signor Principe, monica nel Monistero della Sapienza di Napoli, sotto nome di Suor Maria Margherita, vestita con l’abito Domenicano, colla cornice indorata di palmi 2 ¾ e 2 ¼ originale.
Un ritratto del signor D. Guglielmo Antonio Ruffo, Principe di Palazzuolo, vestito d’armi bianche, originale di Francesco di Muro, con la cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 4 e 3.
Un ritratto del signor Conte d’Egmont, morto in Napoli, vestito d’armi bianche, originale di Francesco di Muro, colla cornice di mistura di palmi 4 e 3.
Un ritratto di Luigi XIV, Re di Francia, originale di Paolo di Matteo, colla cornice di mistura di palmi 3 e 4. Una copia del ritratto di Filippo V, Re di Spagna, con la cornice indorata intagliata di palmi 3 e 2 1/3.
Un ritratto di Sigismondo Miscoschi Mar.se (?) Mirum Magnani Regni Polonij Maresciallus, colla cornice indorate di palmi 4 ¼ e 3 ¼ originale.
Un ritratto di una donna vestita di nero, con un vezzo di perle, e di dietro con la cifra del Marchese del Carpio, colla cornice indorata di palmi 3 2/3 e 3 originale.
Una copia del ritratto del signor Duca di Savoia Vittorio Amedeo, in tempo della sua gioventù, vestito d’armi bianche, con la cornice di mistura di palmi 2 ½ e 2.
Una copia di un ritratto di Madama d’Orleans, moglie di detto signor Duca di Savoja, vestita alla Francese, colla cornice di mistura di palmi 2 ½ e 2.
Un ritratto di un Principe tedesco originale, con la cornice di mistura di palmi 3 0 2 1/2.
Un ritratto di un uomo vestito di maschera, originale di Don Alberto Anione, colla cornice di mistura di palmi 4 e 3.
Un ritratto del Razionale Gio. Pietro Belgrano, originale di Ludovico Agricola, colla cornice di mistura di palmi 4 e 3.
Un ritratto di un Abate, che tiene un libro in mano, originale colla cornice di mistura di palmi 4 e 3. Una copia del ritratto del P. Francesco di Geronimo della Compagnia di Gesù, colla cornice indorata di palmi 4 e 3.
Una copia del ritratto di Fra Girolamo di Palermo, laico professo de’ Minori Osservanti di S. Francesco d’Assisi, con la cornice indorata di palmi 4 e 3.
Seguono quadri di battaglie.
Due quadri, avuti originali di Carlo Coppola, con la cornice nera a due ordini d’oro di palmi 2 ½ e 2.
Un altro quadro, originale di detto Carlo Coppola, colla cornice indorata di palmi 3 e 2 1/2, compagno del quadro d’Aniello Falcone.
Un quadro originale d’Aniello Falcone, colla cornice indorata di palmi 3 e 2 1/2, compagno del quadro di Carlo Coppola.
Tre quadri originali del detto Aniello Falcone, cioè: uno di palmi 5 ¾ e 3 ¼ colla cornice nera a tre ordini d’oro e due di palmi 2 e ½ colla cornice d’ebano e tartaruga.
Seguono quadri di uccelli e pesci.
Ventotto quadri originali di Baldassarre De Caro, di varie sorti di caccia, cioè: di palmi 8 e 6, numero 2, colla cornice indorata, due di palmi 7 e 5 con la cornice nera a due ordini d’oro, due di palmi 7 e 5 con la cornice nera a tre ordini d’oro, tre di palmi 6 e 4 colla cornice nera a tre ordini d’oro, sei di palmi 4 ½ e 3 colla cornice nera a tre ordini d’oro, due di palmi 4 ¾ e 3 ¾ colla cornice di mistura ad undici, di palmi 3 e 2 colla cornice nera a tre ordini d’oro, due altri quadri originali del medesimo autore, che rappresentano uccelli domestici, cioè: gallinacci, caponi, galline, piccioni; in uno vi è un cane e nell’altro una gatta, colla cornice di mistura di palmi 5 e 4, un quadro originale del medesimo autore, che rappresenta un
capoverde stravagante, due maliardi ordinarli ed un cesto con arcigliola, colla cornice di mistura intagliata di palmi 4 e 3, un altro quadro originale del medesimo autore, che rappresenta due piche, un pipitene ed un pizzicaferro, colla cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 3 e 2, un altro quadro originale del medesimo autore, che rappresenta tre piche marine, un galano e falconelli, colla cornice di mistura di palmi 3 e 2.
Due quadri originali di Luca Forte, uno rappresentante una gallina, quaglie ed altri uccelli e l’altro un coniglio, quaglie ed altri uccelli, con la cornice indorata all’antica di palmi 2 ¾ e 2 3/4.
Due quadri originali di Nicola Russo, 0 Monsù Rosa, uno rappresentante una femmima, due cani, un panaro, pecore, capre, bovi e l’altro rappresentante un uomo, un cane, pecore, capre, colla cornice di mistura di palmi 8 ½ e 5 ¼ .
Un quadro, che si crede originale di Giuseppe Recco, che rappresenta una tartaruga di mare, con cinque o sei sarde, un pesce rosso ed altri pesci al numero di cinque o sei, con due frasche di corallo, colla cornice di mistura di palmi 4 ½ e 3 ¾ .
Un quadro originale di un certo autore, che rappresenta un granciofellone (sic), una sarpa, un lacerto et un marmo, colla cornice indorata di palmi 2 1/3 e 2.
Due quadri originali di Giuseppe Recco, uno rappresenta una treglia, due cefali et una sarpa e l’altro due calamari, una gatta, che tiene un sorcio fra le granfe, ed un pasticcio in un
piatto di stagno, colla cornice indorata ed intagliata di palmi 2 ½ e 2.
Due quadri originali compagni, fatti in Roma d’incerto autore, uno rappresentante tenghe e tre sarde e l’altro tenghe, una treglia ed un panaro, all’uso de’ marinari, colla cornice nera, con uno stragallo d’oro di palmi 2 ½ e 2.
Due quadri originali compagni d’incerto autore, uno rappresenta un pesce rosso, un cefalo ed una lappa, o sia marvizzo, l’altro rappresenta due limoncelli incannellati, due mela, due sorbe pelose ed una farfalla, con quattro fiori bianchi dentro una carafina di vetro, colla cornice nera a tre ordini di palmi 1 ¾ e 1 ½ .
Quattro quadri, composti originali di Paolo Porpora, di cocciole, lumache di mare ed altri animali marini, colla cornice indorata di palmi 1 ½ ed 1 incirca.
Quattro quadri compagni originali d’incerto autore, uno di pesci, con due calamari, un saraco, un’ancino, uno sponolo, un vaso di rame ed una cosa di ragosta, l’altro con amendole, fichi, cerase e fravole, l’altro con fichi, mela, uva e quattro gelsomini e l’altro con tre pigne d’uva, tre percochi e mela, colla cornice nera a due ordini d’oro di palmi 2 e 1.
Seguono li quadri con frutta e fiori.
Quattro quadri originali di Giovanni Wannenbrughen, che rappresentano uno un canestro ed un cesto, l’altro un mascherone che butta acqua e gli altri due due fiaschi impagliati, un limoncello tagliato, un cesto, ostrache, sparagi, una giarra con fiori ed altri frutti, colla cornice di mistura di palmi 5 e 4.
Due quadri di Tommaso Realfonzo, uno rappresentante un bacile, bocale e candeliere d’argento ed alcuni libri, l’altro una sottocoppa, buccari, porcellana e libri, con cornice di mistura di palmi 3 ¾ e 2 ¾ .
Un quadro originale d’incerto autore che rappresenta un violino, una testa di gerfo, un cranio umano ed altre carte, colla cornice di mistura di palmi 3 ¾ e 2 ¾ .
Due quadri originali di Realfonzo, uno con fichi e pregiotto di palmi 6 e 3 e l’altro con paniere e varie sorte d’uve, di palmi 6 ½ e 2 ½ colla cornice di mistura.
Due altri quadri originali di Realfonzo, che rappresentano una cofinetta di cipolle, cocozze, finocchi, cardoni, piselli e molignani, colla cornice di mistura di palmi 5 ¾ e 3 ¾ .
Due altri quadri originali di Realfonzo, che rappresentano un panaro, un piatto con fichi, un canestro con cesto di pera et uva, con le cornice indorata di palmi 3 e 2.
Due quadri originali di Luca Forte, uno rappresenta un fazzoletto di cerase, una cocozza e citrola e l’altro quattro cetri, fichi secchi et amendole, colla cornice di mistura di palmi 2 ¼ e 2 3/4.
Due altri quadri originali del medesimo autore, uno rappresenta un quarto d’avanti d’agnello, colla testa spelata, tre ova, una palata di pane, un bicchiere ed un fiasco di vino e l’altro una gallina, un pezzo di carne e forzi di cavoli, con la cornice di mistura di palmi 3 e 2.
Due quadri originali di Spatino, che rappresentano meloni d’acqua e di pane, uva, granati, mela, cerasi et altri frutti, colla cornice nera a due ordini d’oro di palmi 6 1/2 e 4.
Due quadri originali di Giuseppe Roppoli, uno rappresenta meloni d’acqua e di pane, percochi, uva e sorba, e l’altro meloni di pane, pruna, pera et altri frutti, con la cornice nera a due ordini d’oro di palmi 4 e 3.
Due altri quadri del medesimo autore, che rappresentano un melone d’acqua, uva, fichi, una testa di citrangolo, un paniere con pruna et un ramo di malva doppia, colla cornice nera et indorata a fogliami indorati di palmi 5 e 4.
Due quadri originali di Gio. Battista Recco, che rappresentano uva, percochi e fichi, colla cornice nera a due ordini d’oro di palmi 2 ½ e 2.
Un quadro originale di Francesco Veniero di frutti diversi, con la cornice indorata di palmi 3 e 3.
Due quadri originali, fatti in Milano da una femmina, uno rappresenta un granato aperto e tre azzeroli rossi e l’altro uva, due mela ed un fico, colla cornice nera di palmi 2 ½ e 2.
Due quadri originali d’una donna milanese, che rappresentano garofoli, tolipani et altri fiori, colla cornice indorata all’antica di palmi 4 e 3 ¼ .
Due quadri, originali di Monsù Bison, con due Canestrini di fiori, colla cornice di mistura di palmi 1 ¾ e 1 1/3.
Altri sei quadri, originali di detto autore, consimili sopra tavola, che rappresentano fiori, con la cornice nera a due ordini d’oro di palmi 2 ½ e 1 ½ .
Due altri quadri originali del medesimo Monsù Bison, che rappresentano due teste con varii fiori, colla cornice nera a due ordini d’oro di palmi 4 e 3.
Due quadri compagni originali, uno di Monsù Bison e l’altro di Brucoli, che rappresentano varii fiori, colla cornice indorata di palmi 3 e 2 1/3.
Due quadri compagni originali, uno di Brucoli e l’altro d’incerto autore, con la cornice indorata di palmi 2 e 2.
Due quadri compagni originali, uno di Paolo Porpora, che rappresenta quattro rose et altri fiori e l’altro di Baldassarre de Caro con due garofali bianchi et altri rossi, colla cornice nera a due ordini d’oro di palmi 2 % e 1
Due quadri ovati, originali d’incerto autore, con fiori, con la cornice indorata di palmi 2 ½ e 2.
Un quadro originale di Baldassarre de Caro, che rappresenta un vaso con una frasca di rose selvaggio bianche, di palmi 2 ½ e 1 ½ colla cornice nera a due ordini d’oro.
Due altri quadri originali di detto autore, colla cornice nera a due ordini, con fiori, di palmi 3 ¼ e 1 2/3. Quattro quadri originali di Tommaso Realfonzo, colla cornice indorata all’antica, di frutta, di palmi 2 ¾ e 2.
Due altri quadri compagni, originali di detto autore, uno rappresenta un piatto, un cesto et un paniero di pere e mele, l’altro un paniero di pere spine del Carpio, granati e mela, colla cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 3 e 2.
Un quadro originale di Abramo Brucoli, colla cornice nera a tre ordini d’oro, di frutta e fiori, di palmi 2 ½ e 2.
Un quadro originale di Luca Forte, colla cornice nera a tre ordini d’oro, con frutti e fiori, di palmi 2 ½ e 2. Un quadro originale dell’Abate Andrea di Belvedere non finito, colla cornice indorata, con frutti e fiori, di palmi 2 ½ e 2.
Un quadro originale del medesimo Abramo Brucoli, che rappresenta un ramo di merangolo fiorito dentro una carafina di vetro et un vaso d’argento, colla cornice nera a due ordini d’oro di palmi 1 2/3 e 2 ½ . Un quadro originale d’incerto autore, con frutti, con la cornice indorata di palmi 2 e 2.
Due altri quadri compagni originali d’incerto autore, uno rappresenta uva corniola ed altra sorte e tre percochi, l’altro uva corniola et altra sorte d’uva bianca e fichi brucisotti, colla cornice nera a due ordini d’oro di palmi 2 ½ e 2.
Due quadri compagni originali di Giorgio Garrì, uno rappresenta mezzo melone d’acqua e tre cotogni, azaroli rossi e bianchi et una pigna d’uva, l’altro quattro granati, mela et uva, colla cornice indorata di palmi 3 e 2 ½ .
Seguono li quadri di paesaggi.
Un quadro sopra rame originale di Paolo Brillo, colla cornice indorata et intagliata di palmi 1 1/3 e 1 ¼ . Tre quadri originali di Salvator Rosa colla cornice indorata, cioè due di palmi 2 2/3 e 2 e l’altro di palmi 2 ½ e 1 1/3.
Sei quadri originali di Domenico Gargiolo, detto Micco Spadaro, con la cornice di mistura intagliata, cioè quattro di palmi 3 e 2 e l’altri due di palmi 3 e 2 ½ , delli quali, l’uno rappresenta l’Angelo con Tobia, l’altro S. Augustino Coll’Angelo colla scorza di nocella, l’altro Gesù coll’Apostoli, l’altro un’imbarco di monizioni.
Un quadro originale d’incerto autore, colla cornice indorata et intagliata di palmi 2 e 2.
Un altro quadro d’incerto autore, che pare opera fiamminga, colla cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 3 ¼ e 2 ¼.
Un quadro originale di Monsù Desiderio, che rappresenta la veduta del Tempio di Salamone, colla cornice indorata di palmi 4 e 3.
Un altro quadro di detto autore, che rappresenta la veduta di Pusilipo con quattro galere in mano, colla cornice indorata et intagliata di palmi 5 e 3.
Un quadro originale di Monsù Tabac, che rappresenta la Darsena di Napoli, colla cornice nera a tre ordini d’oro di palmi 4 e 3.
Due altri quadri originali del medesimo autore, uno rappresenta una scafa sopra un fiume e l’altro un bastimento in mare certe figure et animali, colla cornice indorata di palmi 4 e 3.
Quattro quadri originali di Gaetano Martorelli, colla cornice di mistura di palmi 6 e 4, delli quali uno rappresenta la Marina di Favazzina e l’altro una serra di tavole.
Quattordeci quadri di Monsù Francesco Beisch, cioè due di palmi 8 e 6 colla cornice nera a tre ordini d’oro, sei di palmi 4 e 3 colla cornice indorata, due di palmi 3 e 2 1/3 colla cornice indorata, due di palmi 2 ½ colla cornice nera a tre ordini d’oro e due colla cornice indorata di palmi 2 ¾ e 2.
Ventotto quadri originali di Monsù Lodovico Agricola tedesco, tutti con la cornice indorata, cioè quattro di palmi 504, due dei quali sono ritratti di Scilla e l’altri due di paesi, uno di palmi 4 ½ e 4 che rappresenta un paese, sei di palmi 4 e 3, quattro dei quali rappresentano le quattro Stagioni dell’anno ed il verno e un paese agghiacciato e nevicato e li due con due paesi alla turchesca, in uno dei quali vi è un mulino ed un bollo, due di palmi 2 ¼ e 1 ¼ , che rappresentano paesi in uno dei quali cavano un trave dall’acqua e l’altro una donna con un canestro in testa, sette altri di paesi di palmi 2 ¾ e 1 ½ ed otto di palmi 1 1/3 e 1.
Due quadri originali di prospettiva d’incerto autore con la cornice all’antica di palmi 5 e 3.
Archibugi
Un’archibugio guarnito d’argento, con la canna di Spagna di Emmanuele Sottile, colli suoi merchi e grano d’oro e fucili alla romana di Antonio Maria Sicurani, che pesa la canna libbre 4 ed 8 oncie, comprato da esso signor Principe in Roma.
Un’archibugio guarnito d’argento, con la canna di Spagna col merco e grano d’oro di Cavis, che pesa la canna libbre 4, col fucile alla francese fatto in Fiorenza dal Gerenzone.
Un’archibugio, alla francese, guarnito d’argento, colla canna di Spagna di Gasparro Fernandez, colli merchi e grano d oro, che pesa libbre 5 e 6 ½ oncie e col fucile alla francese di Filippo Brancati.
Un’archibugio, col tiliere alla Spagnola, guarnito d’ottone indorato, con la canna di Barcellona di Gio. Pietro di Stefano, col merco e grano d’oro, col fucile alla spagnola d’Angelo Nicodemo.
Due archibugi, con li tilieri alla francese, guarniti d’argento, con la canna di Pistoia col marco e grano d’oro, che pesa ogn’una lib. 5, 8 e li fucili alla francese fatti in Firenze, da Nicola di Moro.
Un’archibugio col tiliere alla francese, guarnito di ottone indorato, colla canna damaschinata ettagona, col grano d’oro ed arabeschi con oro ed il fucile pure con arabeschi con oro alla francese.
Quale canna e fucile furono fatti in Vienna da Giorgio Cheiser, ed esso signor Principe asserisce averlo detto Archibugio servito bene, per lo spazio di anni trenta.
Un’archibugio guarnito d’argento, colla canna ettagona col grano d’oro e merco, del medesimo Giorgio Cheiser, col fucile alla francese arabescato di ferro, fatto in Firenze dal sudetto Lorenzone, quali sudetti archibugi sono tutti col tiliero d’acero fatti in Roma da Antonio Maria Sicurani alias il Corsetto.
Inventario della quadreria del Principe di Scilla, fatto 7 febbraio 1853 nella casa dove cessò di vivere detto Principe, calata S. Francesco al Vomero n. 22, Napoli; con la valuta data dal cav. Camillo Guerra.
Una stampa incisa a bulino da Edlingh, esprimente il ritratto in figura intera di Luigi XVI, valutata. Doc. 30.
Un quadro sopra a tela ad oglio con cornice dorata di palmi 2 ¾ x 3 ¾ , esclusa la cornice, rappresentante il Bambino con S. Giuseppe copia del Fracanzano. Doc. 3.
Un quadro sopra tavola di palmi 5.10 x 4.9, espressa una Maddalena in ginocchio innanzi l’immagine del Crocifisso, opera di distinto pennello della Scuola di Parma. Doc. 600.
Un quadro sopra tela di palmi 7.11 x 5.11, rappresentante il martirio di S. Pietro Apostolo di Andrea Vaccaro. Doc. 300.
Un quadro sopra tela, esprimente S. Pietro figura intera, di palmi 4 x 2.2, di scuola antica Napoletana, del valore, perché degradato in alcune parti. Doc. 10.
Un quadro sopra tavola di palmi 4 x 2 ½ oncia esprimente il martirio di S. Sebastiano alquanto restaurato, Scuola antica Napoletana. Doc. 40, cornice. Doc. 1.50.
Un quadro sopra tela esprimente l’Angelo Custode, di palmi 5.4 ½ x 3.10, dell’autore Monrialese. Doc. 10. Un quadro sopra tela, di palmi 7.11 ½ x 5.10 ½ , esprimente il martirio di S. Agata di Andrea Vaccaro. Doc. 150.
Un quadro sopra tela, di palmi 7.8 ½ x 5.8 ½ , dell’autore Stomer, esprimente Gesù col Cireneo, quadro a mezza figura.Doc. 200.
Un quadro sopra tela, di palmi 7 ½ x 5, dell’autore Piscopo, esprimente Mosè che scende con le tavole ed il Vitello d’oro. Doc. 50.
Un quadro sopra tela, di palmi 7.7 x 5.10, dell’autore copia di Michelangelo da Caravaggio in alcune parti degradato, esprimente il Sacrificio d’Isacco. Doc. 20.
Un quadro sopra tela, senza cornice, di palmi 8 x 5, esprimente l’Annunziazione a figura intera, Scuola Bolognese. D. 120.
Un quadro sopra tela, di palmi 7 x 4.4 ½ , esprimente la Regina Saba innanzi a Salomone, maniera del Poussin molto degradato. Doc. 60.
Un quadro sopra tela, di palmi 3 x 2.4, maniera del Giorgione, esprimente S. Stefano il Diacono. Doc. 70. Un quadro sopra tela, di palmi 3.10, esprimente S. Gregorio, studio del Cav. d’Arpino molto degradato. Doc. 5.
Un quadro sopra tela, di palmi 6 x 3.11, esprimente il Padre Eterno, del Cav. d’Arpino. Doc. 5.
Un quadro su tela, di palmi 4.3 ½ x 3.4, rappresentante il Maresciallo Sigismondo Misicocki, Scuola Veneziana. Doc. 10.
Un quadro su tela, di palmi 3.11 ½ x 2.10 ½ , rappresentante ritratto di famiglia in costume di gentiluomo di Camera. Doc. 6.
Un quadro sopra tela, di palmi 2.8 x 2 ¼ , rappresentante un Santo Diacono. Doc. 2.
Un quadro sopra tela, di palmi 2.10 x 2.4, dell’autore Hanselear, rappresentante il ritratto del defunto Principe di Scilla in abito da borghese con ordini. Doc. 50.
Un quadro sopra tela, di palmi 2.10 x 2.4, dell’autore Hanselear, rappresentante il ritratto della defunta Principessa di Scilla. Doc. 150.
Un quadro sopra tela, di palmi 3 ¾ x 2.9, rappresentante il ritratto del padre del defunto Principe di Scilla, dell’autore Maron. Duc. 150.
Un quadro sopra tela, di palmi 3.2 x 2 ½ , rappresentante il ritratto del Cardinale Luigi Ruffo Scilla. Doc. io.
Un quadro sopra tela, di palmi 2.7 x 2.1, rappresentante il ritratto di una Signora, Scuola Spagnuola. Doc. 6.
Un quadro sopra tela, di palmi 2.4 ½ x 1.11, rappresentante il ritratto di Alessandro Farnese, copia antica tratta dal Parmigiano. Doc. 6.
Un quadro sopra tela, di palmi 2.10 x 2.4, rappresentante il ritratto di una Duchessa, scuola del Parmigiano. Doc. 8.
Un ritratto sopra tela, di palmi 2.5 x 1.10, costume di Gran Croce di Carlo III, autore Craz. Doc. 24. Una stampa a fumo, di palmi 2.10×2, rappresentante una Canonichessa. Doc. 3.
Tredeci quadri di tela di dimensioni diverse, creduti inutili per essere molto maltrattati. Doc. 1.30. Un quadro di tela, di palmi 4.11 x 3.11, rappresentante ritratto a mezza figura abbigliato riccamente, appoggiata la destra sopra un violino, sostenendo con la sinistra una tromba di metallo ed avendo il segno dell’auriola in testa, potrebbe essere una S. Cecilia, scuola di Rubens. Doc. 60.
Un quadro sopra tela, di palmi 9×6%, allegorico in cui vedesi espresso da un lato la Vergine che sostiene il Bambino Gesù in abito di broccato, mentre lo stesso Bambino consegna una croce con due gigli ad un giovanotto che gli è d’innanzi in ginocchio, egualmente vestito di broccato, ma di forme reali con spada, avendo al collo anche la collana di gemme, mentre un’angiolo che gli è di presso sembra presentare al Divino Infante, il quale si riceve dalla predetta figura reale il cuore: quattro angioli che circondano la Vergine, chi in ginocchioni, chi all’impiedi, sembrano assistere alla santa funzione, nell’alto tra lo splendore vi è il Padre Eterno con diversi angeli e serafini, sulla dritta del quadro, dalla parte alta, vedesi fabbrica diruta e paese. Scuola italiana del 1600. Sul dorso La conit (?), perché restaurato e maltrattato nella parte superiore. Doc. 600; quale quadro rappresenta S. Luigi Re di Francia, forse di Polidoro da Caravaggio.
Un quadro sopra tela, rappresentante un ritratto di donna di mezza figura con mani, del Tintoretto molto degradato, di palmi 3.8 x 3. Doc. 20.
Un quadro sopra tela, di palmi 6 ¾ x 4.5, rappresentante la Nascita di Nostro Signore Gesù Cristo con angeli intorno al mistero in atto di adorazione, in alto angioletti che tengono la leggenda Gloria in excelsis Deo, nell’estremo lontano del quadro l’annunzio dei pastori, al disopra uno splendore ripieno di angioli indicando il cielo; quadro non finito di Bernardo Siciliano. Doc. 150.
Un quadro, dipinto su pietra di Genova detta lavagna, rappresentante la Vergine, con S. Gioacchino, S. Anna in una scena domestica, in cui la Vergine leva per le mani S. Gioacchino, a lume di notte, bozzetto dello Schidoni, di palmi 1.1 x 1. Doc. 15.
Un quadro sopra tela, di palmi 3 ¾ x 1, rappresentante Cristo condotto al Calvario con molte figure di Domenico Gargiuolo, molto restaurato. Doc. 15.
Due quadretti, di pastiglia di Francia, rappresentanti, il primo il Presepe e l’altro l’incoronazione della Vergine, uno di oncie 11 x 9 e l’altro di oncie 10 x 9, ambi in basso rilievo apprezzato l’uno. Doc. 1.
Due quadretti, con ritratti di Ferdinando I e Maria Carolina, di tutta forma ovale, di oncie 11 x 9 lavoro a tempera. Doc. 5.
Un quadretto delle dimensioni di oncie 10 ½ x 7, rappresentante due ritratti d’imperatore e di un’imperatrice, lavoro ad olio, preparazione a ceralacca. Scuole di Guido Romano. Doc. 5.
Un quadretto sopra avorio, di oncie 10 x 8 ½ rappresentante il ritratto del defunto Principe di Scilla in miniatura. Doc. 15.
Due ritratti, sopra tavola, a modo di bozzetti ad olio, rappresentanti Francesco Primo e Maria Isabella, di oncie 6 x 5 ½ entrambi. Doc. 12.
Un ritratto su carta, dipinto ad acquerello, rappresentante il ritratto di Monsignor D. Errico Ruffo di Calabria, Arcivescovo di S. Bartolommeo di Trigona, di oncie 11 x 8. Doc. 2.
Un quadro ad olio, rappresentante la Vergine del Buon Consiglio, di oncie 5 ½ x 4 ½ Doc. 0.80. Un ritratto del Padre Bianchi bernabita ad acquerello, di oncie 7 x 5. Doc. 0.50.
Otto quadretti, di diverse dimensioni. Doc. 0.80.
Un quadro ad olio sopra tela, rappresentante il ritratto a mezzo busto del sig. Acton, opera mediocre, di palmi 2.4 x 1.10 ½ . Doc. 2.
Un quadro con figura colorata, rappresentante la Madonna del Carmine, di palmi 2 ¼ x 1.11 Doc. 0.70. Due ritratti sopra rame, chiusi in una cornicetta di ottone, rappresentanti un uomo ed una donna, sopra un pezzo di marmo, di Porbus fiammingo. Doc. 12.
Un quadro, rappresentante la Madonna del Rosario, di palmi 2 x 1 ½ . Doc. 3. Un quadretto, sopra legno, ad olio di oncie 4 x 3 ½ . Doc. 2.
Un ritratto ad acquarello sopra carta, fermato a legname, della dimensione di palmi 1 x oncie 7, lavoro mediocre. Due. 0.80.
Quattro ritratti a miniatura rappresentanti Ferdinando VII, Ferdinando VII con cornice d’oro, Ferdinando VII senza contorno, Re Carlo Alberto con cornice d’oro, Doc. 6 ogniuno.
Un ritratto a miniatura, rappresentante Carlo III. Doc. 2.
Un altro ritratto, più piccolo a miniatura, rappresentante l’imperatore Nicolò, contornato in strassi legati in argento. Doc. 18.
Ritratto a miniatura, rappresentante Ferdinando VII, concontorno d’oro, sopra lamina d’argento. Doc. 8. Due piccole miniature, rappresentanti Carlo III e Maria Amalia. Doc. 6.
Una testina di vecchia, dipinta ad olio sopra rame. Doc. 0.30.
Tre piccoli ritratti a bisquit, chiusi in un cristallo, indicando ritratti di Sovrani. Doc. 3. Un quadro della Vergine con bambino, dipinto sopra l’agata, di palmi 1 x oncie io. Doc. 6.
Una pietra legata in argento in due pezzi ed avvolta in una carta, sulla quale sta scritto Pietra Cobras, che dicono essere atta per antiveleno.


