Epigrafe dedicatoria eretta dal conte Paolo Ruffo a memoria dei lavori di restauro del castello da lui fatti eseguire nel 1543, a seguito dell’acquisto del feudo di Scilla per trentamila ducati da Guttierre De Nava, avvenuto nel 1533.
Il monumento, in marmo bianco di Carrara, posto sulla porta d’accesso e databile al 1543 – come indicato dall’iscrizione a margine dell’epigrafe – è incastonato all’interno di una cornice modanata in marmo rosa.
Esso è costituito da una parte superiore caratterizzata dal rilievo dello stemma della famiglia Ruffo di Calabria, ramo dei futuri principi di Scilla: uno scudo troncato, con tre punte che simboleggiano i tre colli su cui sorge la città di Catanzaro, luogo d’origine della famiglia, caricato di tre conchiglie (simbolo dei pellegrini), che richiamano la partecipazione di cavalieri del casato alle prime tre crociate, e sormontato da una corona principesca aragonese.
Nella parte inferiore del documento lapideo vi è un epigrafe che narra la vicenda relativa alla posa:

Ad fidelitatem Cesar
Servuntum
Paulus Rufus Sinopolis comes
Hanc arcem suo parta labore
Exedificavit et filys itide tuen
Dam reliquit anno MDXIII