Faro di altura attivato nel 1913 dalla Regia Marina Militare come segnalamento orientale dell’imbocco settentrionale allo Stretto di Messina, fu realizzato anche grazie alle strenue sollecitazioni della comunità politica scillese dell’epoca, turbata dalla lunga scia di naufragi che da anni funestava questo difficoltoso tratto di mare, che portò dinanzi al Genio Civile del Re una puntuale e accorata denuncia della frequenza e della drammaticità di tali sinistri. Originariamente la lanterna del faro era collocata sopra un piccolo edificio a un solo livello, con pianta rettangolare e impianto simmetrico, affiancato dalla torre di avvistamento. Successivamente il faro fu sostituito dall’attuale torretta cilindrica, alta sei metri, a due livelli e con pianta circolare di due metri di diametro, posta a 72 metri sul livello del mare. In cima si trova il cuore pulsante del faro, il sistema ottico, caratterizzato da un tipo di segnalamento a ottica rotante che impiega una lente tipo OR 250. Questa ottica a fuoco fisso, con una distanza focale di 125 mm, utilizza un meccanismo rotante per creare un fascio luminoso ampio. Il gruppo ottico è alloggiato in una lanterna LD3, dal diametro di 2,04 metri e un’altezza di 1,15 metri, che garantisce un’efficiente distribuzione della luce senza distorsioni.Il faro emette un singolo lampo bianco (FlW) ogni 5 secondi.Il sistema è alimentato da una lampada principale AL da 1000 W, che genera un fascio luminoso ad alta intensità con una portata di 22 miglia (41 km). Il faro di Scilla è gestito dalla Marina Militare, con codice identificativo 2712 E.F., come parte della rete nazionale di fari che garantiscono la sicurezza della navigazione lungo le coste italiane, ed è completamente automatizzato dalla fine del XX secolo.Al di là della cifra puramente tecnica, il faro di Scilla è qualcosa di più di un semplice segnalamento marittimo. Esso, insediato su questa roccia leggendaria, assieme al Faro di Capo Peloro (Cariddi) che gli fa da contraltare sulla sponda siciliana dello Stretto di Messina, presidia da oltre un secolo uno dei passaggi marittimi più antichi, celebrati, frequentati e insidiosi del Mediterraneo: crocevia millenario di rotte commerciali, movimenti di flotte militari ed eroi mitologici, custode silenzioso di un confine liquido dove geografia, storia e mito si intrecciano da millenni.