La fontana Ruffo fu fatta realizzare dalla Principessa Giovanna nella prima metà del XVII secolo, convogliando in essa l’acqua proveniente da contrada Catalimita.
Nelle sue vicinanze sorgeva l’antico convento dell’Annunziata retto dai Padri Crociferi, fatto erigere dalla stessa Principessa.
L’arcata che racchiude la Fontana è stata ricavata durante la costruzione della rete ferroviaria, nella seconda metà del XIX secolo. Ciò avvenne grazie all’ingegnere Giovanni Quaglia, responsabile della seconda sezione di tratto Villa San Giovanni – Scilla – Condoleo, che, essendo estimatore e conservatore delle antichità, per salvaguardarla e non distruggerla, usò questo stratagemma.
Nella volta, sulla parte centrale, vi è una grossa conchiglia.
Nelle due estremità della parte alta vi sono due scudi con, in bassorilievo, lo stemma della famiglia Ruffodi Calabia. Quello posto a sinistra è in tufo e originale.
Quello collocato a destra, trovandosi ai tempi della costruzione della ferrovia quasi completamente eroso, venne fatto realizzare ex novo per volontà del citato benemerito ingegnere.
Sulle lesene laterali, a metà altezza, vi erano due teste di leone in pietra dalle quali usciva l’acqua che veniva raccolta in due vaschette in marmo bianco.
Nella parte centrale è inserito un bassorilievo a motivo floreale in pietra rossa con al centro un doccione in bronzo dal quale sgorgava l’acqua.
La vasca è in pietra granitica locale. La fontana, come le altre presenti a Chianalea, veniva utilizzata dai pescatori che portavano con sé l’acqua raccolta con i bumbuli (recipienti in terracotta) durante le lunghe escursioni di pesca.

Prof. Francesco Burzomato